ORIENTAMENTO ALLA PROFESSIONE WEDDING PLANNER

ORIENTAMENTO ALLA PROFESSIONE WEDDING PLANNER

PROFESSIONE WEDDING PLANNER…. SAREBBE A DIRE? Attività, Requisiti e Avviamento

Vuoi cambiare il tuo attuale lavoro con un lavoro più creativo e non ti dispiacerebbe diventare Wedding Planner? Hai visto il film con Jennifer Lopez, o la trasmissione Wedding Planner su SkyTv e hai deciso che vuoi diventare Wedding Planner? Hai organizzato il matrimonio di tua sorella e alla fine della giornata ti sono piovuti complimenti e strette di mano con encomio, perciò questo ti ha sollecitato alla carriera del Wedding Planner? Hai fatto casualmente il prototipo di una bomboniera, o ti sono capitati tra le mani dei fiori che hai miracolosamente trasformato in un bouquet, quindi è stato un attimo pensare che sia tua la via del Wedding Planner? Qualsiasi motivo ti porti a voler essere Wedding Planner, speriamo con questo nostro capitolo di darti la presentazione più coerente in merito a questa professione.

Definizione da Wikipedia: L’espressione inglese wedding planner, in italiano organizzatore di matrimoni, si riferisce a una figura professionale che presta alle coppie in procinto di sposarsi qualche genere di consulenza rispetto all’organizzazione del giorno delle nozze. Questo genere di attività è piuttosto diffusa negli Stati Uniti d’America e in altre nazioni occidentali. Alla coppia (o alle famiglie degli sposi) il wedding planner offre in genere consulenza per l’individuazione, la scelta e la formalizzazione dei contratti con i fornitori di servizi: ambientazione per il ricevimento nuziale, fioristi per gli addobbi, servizi di noleggio di autovetture di rappresentanza, fotografi ecc. In relazione alla complessità dei problemi organizzativi e, generalmente, all’inesperienza dei futuri sposi, il ruolo del wedding planner è quindi principalmente quello di sollevare la coppia da questo genere di preoccupazioni, riducendo allo stesso tempo i rischi di vere e proprie situazioni di crisi. Oltre a questo ruolo essenzialmente logistico, il wedding planner può acquisire anche quello di “direttore artistico” della cerimonia e del ricevimento.

Oggi, nel 2013, anche in Italia questa professione è notevolmente conosciuta, nonché riconosciuta nel suo termine anglosassone, per l’appunto Wedding Planner.  Come per tutte le professioni non regolamentate (dallo Stato) però, quella del Wedding Planner subisce ancora incoerenza e sleale concorrenza. Sono infatti diversi gli italiani che si improvvisano autentici operatori in questa attività che “a casa nostra” deve ancora consolidarsi. Per non parlare dei fornitori del settore Matrimoni che “fanno tutto loro” e  creano quel networking gestito in modo casareccio al limite tra il favore professionale e “la mazzetta”.

Dobbiamo dire comunque che, anche in Italia, nonostante la mancanza di un ordinamento della professione, nonostante i disagi causati da informazione e formazione non coerenti, nonché dalla visione distorta che i media e alcuni personaggi televisivi hanno dato in merito alla reale attività di questo professionista, nonostante tutto questo, la figura del Wedding Planner ha avuto una crescita esponenziale sia per quanto riguarda la domanda sia per l’offerta. Quindi cosa fa il Wedding Planner?  O meglio, quali dovrebbero essere le sue competenze e quale la sua reale attività? Già il termine è abbastanza esplicativo – Wedding – Matrimonio – Planner – Pianificatore.

Vero è che abbiamo un elenco di “cugini” del  Wedding Planner. Bridal Consultant, Wedding Consultant, Wedding Designer (da non confondere con il Floral o Flower Designer e/ o il Cake Designer), Wedding Professional, Event Planner, Wedding Coordinator.

Che cosa fanno? Non lo sappiamo esattamente. Uno è consulente, uno progetta, l’altro coordina ma pare facciano circa la stessa cosa del “Wedding Planner”.

In Italia potremmo anche chiamarlo semplicemente “Organizzatore di matrimonio”, così come a S.Paolo in Brasile lo chiamano “Assesor de Casamento”. L’importante è che sia un vero professionista competente e ben preparato sulle proposte del settore, perché se il suo nome può essere manipolato e interpretabile anche geograficamente parlando, di una cosa siamo certi sia a Milano che a Londra che a S.Paolo, come per tutte le professioni,  basta un organizzatore di nozze incompetente per indebolire la reputazione di tutta la categoria.

Le aspettative degli sposi riflettono la cultura e la tradizione personale e del luogo di origine, quindi è giusto dire che ogni evento può, anzi deve, essere gestito in modo diverso.

Anche la richiesta di consulenza del Wedding Planner è differente secondo le suddette aspettative e ovviamente il budget che gli sposi (i Clienti) mettono a disposizione per la realizzazione del Matrimonio.

In sintesi il Wedding Planner dovrebbe svolgere la sua attività come segue.

  • Fissare un incontro preliminare con i futuri sposi per verificare le loro richieste e aspettative presentando contemporaneamente  informazioni generiche sul proprio metodo operativo e una essenziale ma efficace presentazione in merito alla propria esperienza lavorativa nel settore dei matrimoni.  Quindi, stabilito un contatto personale, ma professionale, con i Clienti (gli sposi) valutare insieme le tempistiche nonché il tema e lo stile del matrimonio ed eventualmente alcuni fornitori già proposti direttamente dagli sposi.
  • Indicativamente, durante l’incontro preliminare, il Wedding Planner dovrebbe anticipare in modo scritto o almeno verbalmente, un preventivo di massima, con riferimento al suo compenso e alle tipologie di servizio che potrebbero rendersi necessarie, date le esigenze e il budget degli sposi.
  • Avuta quindi la prima conferma a procedere dagli sposi, il Wedding Planner dovrebbe, in breve tempo e tutelandosi con una pre-contrattualistica, presentare ai suoi Clienti lo sviluppo di un progetto e di un preventivo di base in linea con le prime richieste e la proposta di una rosa di fornitori adatti all’evento e affidabili.
  • A seguire e con la stipulazione di un contratto che tuteli le reciproche parti, il Wedding Planner dovrà rendersi disponibile ed essere all’altezza di tutti i servizi richiesti, concedendo la propria assistenza con incontri, telefonate ed email, occupandosi  di tutti gli aspetti dell’evento dalla location all’allestimento del White Table, dalle consulenze per la scelta dell’abito a quelle per le partecipazioni. Qualora sia richiesto dagli sposi, il Wedding Planner potrebbe intervenire anche solo per uno degli aspetti del matrimonio o solo per il coordinamento dell’evento senza coinvolgere i fornitori solitamente suoi partners.

I più esperti Wedding Planners italiani confermano però che molto spesso accettano un lavoro solo se hanno  consenso da parte degli sposi a poter coinvolgere i loro fornitori partners, questo perché ovviamente ogni valido professionista si espone a garanzia di successo dell’evento se può garantire anche per i suoi collaboratori.

L’interpretazione più logica e più consona di questa professione vuole comunque che il Wedding Planner segua gli sposi dalla fase iniziale del progetto nozze all’ultimo momento dell’evento stesso, diventando un punto di riferimento per la coppia sia a livello logistico sia progettuale che risolutivo.

Che requisiti deve avere un Wedding Planner per essere un buon professionista? Basta aver collaborato nell’organizzazione del matrimonio di un parente o della migliore amica per “percepirsi” Wedding Planner?

Oltre alle ovvie caratteristiche personali, quali l’etica, la riservatezza, la predisposizione al  lavoro in team, la capacità di comunicazione interpersonale, l’adattabilità, la perseveranza, la risolutezza, la praticità e sicuramente l’empatia , quindi sicuramente grandi capacità relazionali, ottime competenze manageriali, creatività e buongustopossiamo anche elencare quali dovrebbero essere  le conoscenze e la cultura di base che fanno di un Wedding Planner un qualificato professionista. –              Conoscenza basica di materie quali Marketing e Comunicazione –              Conoscenze di base amministrative e relative Leggi –              Competenza nella pianificazione e sviluppo di tutti gli aspetti e momenti  topici dell’evento –              Conoscenza della contrattualistica e burocrazia sociale: pratiche e svolgimento dei riti civili e religiosi dei matrimoni italiani e basi informative su quelli all’estero –              Cultura di base estera con cenni su usi, costumi e riti dei matrimoni nel mondo –              Conoscenza minima sui vari stili di architettura –              Competenza nella progettazione del lay-out e display scenografico dell’evento –              Conoscenza  di base su attività di banqueting e catering –              Conoscenza del galateo del matrimonio

Inoltre, come per tutte le attività ovviamente la carta vincente è l’esperienza, ma…. Wedding Planner si diventa.

Come si diventa Wedding Planner?  Basta un corso di tre giorni per diventare Wedding Planner?

A oggi in Italia non sono richiesti particolari percorsi formativi per diventare Wedding Planner, questo perché la professione non ha una Qualifica riconosciuta dallo Stato. Quindi, Legalmente, Fiscalmente, Burocraticamente, Amministrativamente, la risposta è sì,attualmente basta anche un corso di soli tre giorni, anche on line, per avviarsi alla professione.

Per qualsiasi corso viene rilasciato un ATTESTATO DI FREQUENZA, che avrà più risonanza (attenzione non più valore legale) secondo l’Ente da cui sarà rilasciato. Solo nei Corsi gestiti dalle Regioni possono rilasciare eventualmente un Attestato di Competenza, che comunque non riporterà esattamente la dicitura Wedding Planner, poiché la professione non è ancora stata catalogata da tutte le Regioni.      Va detto però, che in seguito all’approvazione della Legge 4/2013 per le professioni non riconosciute, oggi stiamo finalmente progredendo verso le Certificazioni, che daranno comunque un valore aggiunto ai professionisti certificati coloro i quali avranno seguito una formazione specifica e approvata da Accredia  che darà una valutazione sulla conformità in base ai criteri stabiliti.  Si renderanno quindi a breve necessari per l’avviamento alla professione anche mirati percorsi formativi, con un monte ore minimo di frequenza obbligatoria, oltre all’obbligo di un’istruzione di base attestata dal Diploma di scuola media superiore.     (Saranno accettati tutti i titoli, corsi e diplomi europei riconosciuti equipollenti/equivalenti a quelli italiani, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge).  Teniamo a informare che AWP, che dal 2007 opera per la crescita e l’ordinamento della categoria, ha con soddisfazione costituito le prime sessioni d’esame che avranno il via da ottobre 2013 (Alla voce Certificazioni su questo sito).  Per quanto riguarda il praticantato o tirocinio, come per tutte le attività, è da considerarsi un momento di “investimento del proprio tempo”. Occasionalmente, infatti, si trova o un’Agenzia o il Professionista avviato che offrono il loro sapere in cambio di “manovalanza” durante l’allestimento o la progettazione dell’evento. Il rapporto che invece più aiuta a introdursi nel settore è quello con i fornitori. Spesso nascono delle vere e proprie partnership tra questi altri referenti dell’evento matrimonio e il Wedding Planner.

La nostra Associazione offre ai suoi Associati uno Sportello Tirocinio (on line su questo sito) per l’incontro tra domanda e offerta di giornate di tirocinio e affiancamento.

E dopo la formazione, l’avviamento dell’ Agenzia

Non bisogna dimenticare che questa è spesso un’attività imprenditoriale e come tale va gestita.

Tralasciando alcuni fortunati che trovano subito lavoro come dipendenti di qualche location per matrimoni, l’attività del Wedding Planner viene svolta prevalentemente da libero professionisti  e questo comporta l’apertura della propria Agenzia. Solitamente viene consigliata l’apertura di una partita iva in regime dei minimi attuabile per chi è in avviamento e solitamente svolge una attività con ridotti volumi di affari cioè incassi ridotti (non oltre i 30.000 euro). Esistono molti link in rete esplicativi sull’argomento. Es. http://www.professionisti.it/enciclopedia/voce/2067/Regime-dei-minimi Il Codice Ateco di riferimento che meglio identifica la professione è 96.09.05 Organizzazione di feste e cerimonie.  Va detto però che alcuni si identificano come Consulenti e altri aprono agenzia con due o più soci, quindi con una posizione fiscale differente. In ogni caso è sempre meglio chiedere ad un Commercialista di fiducia e valutare la propria necessità. L’apertura di un’Agenziaè un percorso da non sottovalutare e da ponderare anche rispettivamente alla propria situazione economica.  Non sono richiesti investimenti particolari per la struttura, né impegnative attrezzature, né necessariamente un ufficio, fatto salvo per chi si associa a un’Agenzia già sul mercato che propone il suo marchio in Franchising  o  in Licenza  d’uso Marchio e che invece solitamente chiede un investimento standard per mantenere anche attraverso i propri affiliati il livello d’immagine già acquisito.  Affiliarsi ad un marchio già consolidato può avere comunque diversi vantaggi. Come per tutte le attività però è necessario calcolare un tempo di avviamento senza illusioni di risultati immediati. Inoltre è vero che non sono richiesti investimenti importanti ma è necessario costruire la propria immagine e reputazione fin dai primi passi. Ogni passo in qualche modo può diventare un costo. Il sito web, i biglietti da visita e le brochure, un esperto grafico che aiuti nella preparazione e nella scelta del logo, i costi fiscali di apertura attività, quindi il commercialista.  Per questo sono fondamentali un piano d’impresa e un confronto veritiero con le proprie aspettative e le proprie possibilità. Di seguito un interessante link con il sito di   a cui AWP è associata, che può aiutare nella stesura del proprio progetto.  http://www.cna.it/SERVIZI/Crea-Impresa/Compila-il-tuo-piano-di-impresa

Tutti lo chiedono ma nessuno lo dice…. Alla fine quanto guadagna un Wedding Planner?

E’ molto variabile. Chi lavora a percentuale, chi lavora con quota oraria, chi lavora con sposi dalle modeste possibilità e chi con matrimoni che costano anche 200.000 euro, chi prende una percentuale dai fornitori, e altro ancora. Noi stimiamo indicativamente come compenso dai  500 ai 10.000 euro per evento.

Ricordare inoltre che il Wedding Planner è il professionista che presta la sua consulenza e il suo servizio al Cliente. Gli sposi, sono il Cliente. Quindi la procedura contrattuale corretta e legale è fatturare al Cliente.  Eventuali fee dai fornitori devono risultare a parte.

Conclusioni Se hai letto attentamente e se hai preso nota consapevolmente di quanto letto e comunque vuoi ancora diventare Wedding Planner…. allora sei dei nostri!